Geografia quantitativa
Maria Laddaga
Descrizione: Il progetto ideato per gli alunni con difficoltà cognitive intende integrare nel sistema formativo scolastico le Tecnologie informatiche non specificatamente orientate alla didattica, ma di uso generale, e il sw didattico Inspriration.
La preferenza data al software Inspiration quindi è dettata dalla possibilità di coniugare i vari aspetti (didattica e relazione).
L'uso delle mappe strutturali ci è parso uno strumento utile per il nostro scopo, in quanto può permette di migliorare la qualità dell'apprendimento e rappresenta un supporto al setting comunicativo nella presentazione degli argomenti disciplinari.
Ipotizziamo che tale sw possa migliorare negli studenti, l'organizzazione e la memorizzare del materiale di studio e rafforzare la comprensione delle conoscenze acquisite, attraverso le manipolazioni fisiche e mentali degli oggetti di studio.

Area/e disciplinare/i: Area scientifica
Geografia - matematica
Livello scolare: Scuola secondaria di I° grado

Età: 11 -13 anni
Tipo disabilità: Disturbi specifici dell'apprendimento

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Mappa percorso

Esperienza


Considerazioni di carattere generale
Questa esperienza si è incontrata con il problemi dell’accesibilità del sw in maniera marginale per la natura specifica delle disabilità dei soggetti coinvolti.
Nella mia esperienza professionale, ho avuto modo di lavorare con allievi che avevano un handicap percettivo (ipoacusia grave) in quel caso, poter usare degli strumenti accessibili, avrebbe modificato il mio intervento e soprattutto la qualità del lavoro.
Diversamente, nella situazione oggetto di questa sperimentazione, le allieve hanno un disturbo legato agli apprendimenti, dalle osservazioni emerse nel corso dell’attività, queste difficoltà sono risultate riconducibili più ad una situazione di deprivazione socio-affettiva, che ad un reale deficit cognitivo. Questo aspetto ha orientato l’attenzione più alla ricerca di soluzioni per attivare la consapevolezza e i processi di comprensione e di comunicazione, che alla verifica dell’accessibilità.
Inoltre la mia mancanza di informazione iniziale sull’argomento (accessibilità del sw), ha fatto si che, solo in itinere mi sia resa conto che occorreva, avere competenze specifiche per poter fare un’analisi puntuale del sw utilizzato. In questo senso, credo, che sarebbe stato utile, fruire anticipatamente di una formazione essenziale prima di iniziare il progetto.
Nonostante le difficoltà incontrate nel realizzare il progetto, difficoltà di varia natura: i tempi di attuazione del progetto in conflitto con l’andamento delle attività didattiche, la sovrapposizione di più progetti nella classe, la mancanza di chiarezza iniziale sul compito; nonostante questi ostacoli, penso che la partecipazione all’iniziativa sia stata un’occasione per riflettere su aspetti ritenuti inizialmente, sottovalutati, quali appunto quelli legati all’adeguatezza degli strumenti informatici nei confronti di alunni disabili.
Gli elementi legati all’integrazione
Al di la dei limiti evidenziati, molte delle circostanze delle modalità di realizzazione del progetto hanno avuto delle ricadute positive sul processo di integrazione, sia pure legate in modo indiretto all’uso e alla selezione del sw:
1) il data base utilizzato per inserire i dati che via via emergevano dall’esperienza, induceva una costante riflessione da parte mia di quanto stava accadendo,
2) la mia presenza attiva nella gestione del percorso didattico giustificata dall’adesione al progetto, ha facilitato l’inclusione significativa degli allievi disabili,
3) l’attenzione al processo e non solo ai contenuti, ha posto in evidenza gli aspetti qualificanti di questa unità didattica, anche per i ragazzi in difficoltà
4) le competenze acquisite dagli allievi diversamente abili hanno avuto una ricaduta su altri contesti dell’attività scolastica
5) la situazione ha incentivato un atteggiamento cooperativo da parte degli allievi più abili
6) acquisire una maggiore abilità nell’uso degli strumenti informatici ha reso più autonome le ragazze, migliorando anche il loro livello di autostima.
Anche questo caso ha messo in luce, il nodo centrale della valorizzazione o meno del ruolo del docente di sostegno: paradossalmente, non sempre la sua presenza può facilitare il processo di integrazione, questo non per sua responsabilità o incapacità, ma perchè la presenza può indurre gli altri docenti a non farsi carico di tutti gli allievi. Avviene, non in modo esplicito o consapevole, una progressiva de-responsabilizzazione, perché intanto "c’è chi se ne occupa"; mentre mi sembra evidente, che l’integrazione è possibile nella misura in cui lo specialista della disabilità, riesce a creare le condizioni del contesto, tale, per cui le competenze che ha in ordine agli aspetti relazionali e alla pedagogia speciale, sono condivisi da tutti gli operatori della scuola.
L’attività individualizzata
Essendo i contenuti del percorso piuttosto complessi è stato necessario per renderli fruibili a tutti i ragazzi, un costante lavoro di monitoraggio e di ridefinizione dei concetti più difficili. In questo contesto ho lavorato non solo con il piccolo gruppo, ma anche con interventi di individualizzazione. Molto utile in questo senso è stato fare ricorso alla metodica che la Prof.ssa Lumbelli (“ Per capire di non capire” a cura di Lucia Lumbelli e Paolo Senni Ed. Synergon) chiama “intervento centrato sul lettore”, che prevede momenti di colloquio di aiuto, in cui il lettore di fronte a una difficoltà di comprensione, è orientato a compiere un percorso di ricerca sul testo in un’interazione costante con l’adulto.
L’uso della mappa
In realtà proprio perché la disabilità aveva a che fare con gli aspetti cognitivi, quando si è tentato di provare a discutere con i ragazzi in difficoltà, in termini di processo e non solo delle singole attività svolte, ci si è resi conto, che stentava ad emergere una visione d’insieme e la relazione tra le parti, e che le allievi non erano in grado di comprendere la richiesta di ricostruzione dell’itinerario, e quindi per poter utilizzare il sw, occorreva intervenire sugli aspetti metacognitivi.
L’autovalutazione degli alunni
A fine percorso si è pensato di sottoporre agli allievi un questionario di autovalutazione sulla attività, i punti presi in considerazione sono stati i seguenti:
- l’uso degli strumenti informatici (pc. foglio di excel, il sw) come facilitatori dell’apprendimento
- come era cambiata la loro percezione rispetto allo studio della geografia
- quali momenti dell’attività erano stati più gradevoli
- come era cambiato, se lo era, la modalità di lavorare in gruppo e in coppia di muto aiuto
Dalle risposte emerse e soprattutto dalla discussione avviata nel gruppo l’attività proposta è risultata gradita ai ragazzi, soprattutto perché:...”non dovevamo aprire il libro di geografia e leggere, ma eravamo noi a fare delle cose, e a ragionare...”
A proposito dell’accessibilità del software
Il sw Inspiration 7.6, ha posto un primo problema legato alla lingua, in quanto, non esiste la traduzione in lingua italiana, per quanto riguarda l’interfaccia i ragazzi hanno compreso intuitivamente l’uso e la funzione. In realtà il problema più evidente e che il sw, non può essere in grado di risolvere i problemi strutturali legati alla difficoltà metacognitiva, può essere un utile strumento solo nel caso in cui l’utente ha chiaro cosa siano le mappe concettuali.