Dalla scuola al lavoro: operatore di biblioteca
Antonio Viviani - Massimo Dondolini
Descrizione: La finalità del progetto è quella di permettere all'allievo di passare dalla Programmazione Educativa Individualizzata al Progetto di vita che gli consentirà di inserirsi nella società con conoscenze, abilità e competenze utili per svolgere un lavoro socialmente utile. La frequenza in classe sarà alternata a veri e propri momenti di lavoro all'interno della biblioteca d'Istituto.

Area/e disciplinare/i: Area tecnico professionale, Area umanistica

Livello scolare: Scuola secondaria di II° grado

Età: 17 e oltre
Tipo disabilità: Minorazione motoria

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Mappa percorso

Focus integrazione

l’attività proposta, finalizzata a sviluppare il profilo di operatore di biblioteca va vista all’interno di due macro-fasi in forte sinergia tra loro, complementari e fortemente condivise con l'allievo, la famiglia, il consiglio di classe ed il personale asl:
  1. stare con gli altri e conoscere elementi di bisogni formativi specifici.

 La frequentazione delle classi, dalla prima alla quinta, ha visto aumentare le ore dedicate al percorso personalizzato e diminuire quelle dedicate all’apprendimento delle singole discipline, in progressione maggiore soprattutto nelle ultime due classi (quarta e quinta). La storia personale dell’allievo, il suo piacere di scrivere al computer, inserite dall’inizio all’indirizzo gestione aziendale informatica (ecco l’importanza della individuazione del progetto di vita, in una analisi dei bisogni speciali di ogni singolo all’allievo, non limitata però soltanto all’acquisizione di competenze e abilità, come da CM 125 luglio ’01 o meglio facendo sì che le opportunità date dalla CM fossero reali ed operative) ha fatto sì che i momenti di integrazione siano stati molteplici: seguire alcune parti della programmazione curriculare della maggior parte delle materie (nonostante seguisse una programmazione differenziata), avere partecipato “anche” a fasi di materie oggettivamente difficili per lui, come educazione fisica (con momenti di lavori di gruppo-classe alternati ad esperienze di educazione motoria in piccoli gruppi di allievi diversamente abili, in percorsi a classi aperte)

  1. sviluppare un percorso sempre più personalizzato.
In quarta e quinta classe l’allievo ha diminuito la frequenza delle ore di alcune materie, ne ha eliminate altre, in favore del percorso fortemente basato sul potenziamento delle abilità legate alla utilizzazione del personal computer, anche come mezzo da mettere a disposizione dei compagni (un p.c. è presente in classe) per approfondimenti, ricerche, vocabolario multimediale su dvd e cd-rom. L’allievo, stavolta, diveniva il tutor per l’intera classe. È lui che apre i programmi e fa partire i software, con grande contributo per il processo di autostima.
In biblioteca l’allievo avrà modo, anche al termine della frequenza del 5° anno, di poter incontrare giovani e comunque persone con cui interagire (personale di biblioteca, insegnanti, personale ATA) favorendo il processo di integrazione e di socializzazione.
Se l’allievo ha bisogno di aiuto nella didattica può contare su:
  • molti degli insegnanti di classe
  • tutti i compagni (in particolare sono stati eletti da loro alcuni tutors)


Per i bisogni relativi all’autonomia:
  • il personale ATA, opportunamente formato
  • personale fornito da una cooperativa di servizi educativi (un’ora al giorno)
 
Avendo difficoltà nell’eloquio l’allievo ha difficoltà ha utilizzato il software CARLO II – comunicatore, anche se non si è mai cessato di sollecitarlo alla produzione orale, senza tuttavia produrre inutili “inseguimenti” nell’ottenere una verbalizzazione oggettivamente inficiata. In questo caso il software ha svolto le funzioni di mediazione per la comunicazione, soprattutto inerente l’area dell’autonomia personale (frasi impostate ad hoc per poter andare in bagno, mangiare ecc…) e dell’autonomia scolastica (frasi impostate per avvertire che si è finito un compito oppure una scheda del libro oppure una richiesta di aiuto per risolvere un problema (errore di apertura di altri programmi o di alcune funzioni desiderate).

La famiglia
È stata di grande supporto per la scuola, cercando per il figlio le migliori opportunità educative e inerenti l’istruzione. La madre, membro di un’associazione di genitori, ha portato all’interno dell’Istituto la pedagogia dei genitori, un grande contributo operativo oltre che anamnestico. Il padre, in pensione, lo accompagna più frequentemente a scuola ed è sempre disponibile anche per attività progettuali (per es. alcuni progetti finalizzati all’educazione per piccoli gruppi).
Affinchè l’attività scolastica potesse continuare a casa si è provveduto sempre a salvare i materiali su floppy disk che vengono dati all’allievo e alla pedagogista privata che lavora per alcune ore settimanali con lui. La professionista consentirà di continuare il lavoro di “sostegno” alla persona sviluppato sinora primariamente dagli allievi tutors, dal docente nominato per le attività di sostegno ed in seconda battuta dai docenti curriculari