La rappresentazione cartografica: un approccio visivo per comprendere il nostro ambiente
M. Caterina Porcu - Angela De Lucia
Descrizione: Il progetto nasce dall'esigenza di coinvolgere gli allievi con bisogni speciali in attività che li rendano protagonisti del loro apprendimento all'interno della classe di appartenenza. La scelta dell'argomento è determinata in primo luogo dall'interesse che i bambini mostrano durante le lezioni di storia, geografia, scienze, soprattutto se legate ad esperienze pratiche di contatto con il territorio. Le rappresentazioni cartografiche permettono di interpretare la realtà in cui i bambini sono inseriti e attraverso la percezione e la memoria visiva arrivare a comprenderne aspetti culturali e sociali. In questo modo è possibile programmare attività per manipolare la realtà e stimolare la creatività offrendo ad ogni alunno l'occasione di essere costruttore delle proprie conoscenze. Inoltre, possono essere utilizzati linguaggi diversi per lo sviluppo di abilità espressive e di capacità di osservazione e discriminazione sviluppando e consolidando, tra l'altro, abilità di base come la percezione e l?orientamento spaziale e temporale. Gli alunni saranno portati alla realizzazione di progetti individuali e di gruppo sfruttando le risorse che hanno a disposizione: da quelle sensoriali, con emozioni e sentimenti, attraverso quelle intellettuali, con curiosità, attenzione e ragionamento, per arrivare infine a quelle sociali con comunicazione, responsabilità, autonomia ed intraprendenza.

Area/e disciplinare/i: Area scientifica
Area antropologica/scientifica
Livello scolare: Scuola Primaria
classe quarta
Età: 9 anni
Tipo disabilità: Problemi di comunicazione e relazione

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Mappa percorso

Obiettivi formativi

Nell'individuare gli obiettivi si è tenuto conto di aspetti che sono, a nostro avviso, fondamentali nel processo formativo di ogni alunno.

Uno degli aspetti riguarda la consapevolezza che la conoscenza umana dipende da operazioni intenzionali (volutamente orientate verso qualcosa) e consce che riguardano:

  • un livello empirico, in cui il soggetto fa esperienza (percepisce, immagina, parla, si muove); qui l’intenzionalità consiste nel porre attenzione
  • un livello intellettuale, in cui il soggetto indaga, capisce, e formula ciò che concepisce; qui l’intenzionalità consiste nel meravigliarsi e domandare
  • un livello razionale, in cui il soggetto riflette, individua e dispone in ordine l’evidenza, emette giudizi.

Tutto questo porta alla responsabilità, perciò il soggetto delibera, valuta ed esegue azioni.

Un altro aspetto riguarda la necessità di tenere conto dello stato di benessere dei bambini, perciò bisogna offrire loro la possibilità di stare bene a scuola, intervenendo prima sul soddisfacimento dei bisogni primari psico-affettivi e, quindi, sulle competenze puntando sui principi di ascolto-accoglienza e accettazione delle diversità facilitando l'integrazione nel gruppo classe. A supporto di questo si fa riferimento a quanto esplicitato nelle INDICAZIONI NAZIONALI per i PIANI di STUDIO PERSONALIZZATI dove si dice di considerare "la diversità delle persone e delle culture come ricchezza: portare ogni allievo alla presa di coscienza della realtà dell'handicap e delle sue forme umane, e stimolarlo ad operare e a ricercare con sensibilità, rispetto, creatività e partecipazione allo scopo di trasformare sempre l’integrazione dei compagni in situazione di handicap in una risorsa educativa e didattica per tutti".

In base a queste considerazione, due sono gli obiettivi principali intorno ai quali ruoteranno quelli più specifici e di conseguenza tutta l’attività:

  • gli alunni dovranno riconoscere di appartenere a un gruppo
  • gli insegnanti dovranno valorizzare i diversi contributi e le individualità e, attraverso l’osservazione attenta, individuare le attività che ogni alunno sa fare.

Gli altri obiettivi sono:

  • assicurare interventi finalizzati ad aumentare le modalità comunicative e interattive con adulti e compagni
  • diminuire comportamenti problematici, dando una motivazione corretta nei confronti delle attività scolastiche
  • rafforzare l’identità personale attraverso la conquista della sicurezza, dell’autostima, della fiducia nelle proprie capacità, della curiosità
  • essere in grado di operare scelte e riconoscerne gli effetti.

Le insegnanti, pertanto, dovranno:

  • offrire modalità di fruizione differenti in funzione delle diverse esigenze
  • progettare percorsi speciali individualizzati, flessibili e contestualizzati
  • rendere esigibili livelli essenziali minimi dell'integrazione, nella prospettiva di una scuola “di tutti e per tutti”